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Domande frequenti sulla metrologia e sulle tarature

Pubblicato il 07.08.2026

Domande frequenti sulla metrologia e sulle tarature

Il controllo affidabile degli strumenti di misura e di collaudo è un presupposto essenziale per ottenere risultati di misura tracciabili. Allo stesso tempo, nella pratica sussistono spesso incertezze su quali informazioni siano vincolanti, quale importanza rivesta una taratura accreditata e quali misure siano necessarie dopo una riparazione o una regolazione.

 

Le risposte che seguono si basano su definizioni normative, requisiti di legge ed esperienze tratte dalla pratica metrologica. Non pretendono di essere esaustive e non costituiscono informazioni giuridicamente vincolanti. Per l’applicazione concreta occorre sempre tenere conto delle leggi, delle norme, dei requisiti di settore e delle direttive interne del sistema di gestione vigenti.

 

Perché è necessario monitorare gli strumenti di misura?

 

Gli strumenti di misura utilizzati per valutare la qualità, la sicurezza o la conformità di un prodotto o di un processo devono essere sottoposti a monitoraggio. La norma ISO 9001 tratta i requisiti relativi alle risorse per il monitoraggio e la misurazione nella sezione 7.1.5.

 

Un’azienda deve garantire che gli strumenti di misura e di prova utilizzati siano idonei allo scopo previsto. Inoltre, devono essere conservate informazioni adeguate e documentate a titolo di prova. Tra queste rientrano in particolare i certificati di taratura e di prova, nonché ulteriori registrazioni che documentino in modo tracciabile lo stato e l’idoneità di uno strumento di misura.

 

L’entità del controllo degli strumenti di misura dipende dal rispettivo campo di applicazione. Non è determinante solo il fatto che un dispositivo sia in grado di misurare, ma anche che il risultato ottenuto sia sufficientemente affidabile e tracciabile per l’applicazione prevista.

 

Qual è il significato dell’adesivo di taratura apposto sullo strumento di misura?

 

L’adesivo di taratura è innanzitutto un elemento visibile di promemoria e informazione. Di solito contiene indicazioni relative all’ultima taratura, alla prossima scadenza o all’identificazione dello strumento di misura.

 

La documentazione rilevante ai fini della valutazione è tuttavia il relativo certificato di taratura o di collaudo. In esso sono documentate le misurazioni effettuate, i valori rilevati, gli scostamenti di misura, le incertezze di misura e, se del caso, le dichiarazioni di conformità.

 

Un adesivo di taratura non può riportare queste informazioni in modo completo. Pertanto, non sostituisce né il certificato di taratura né la documentazione regolare nella gestione degli strumenti di misura.

 

La registrazione della taratura nel software dello strumento è vincolante?

 

Molti strumenti di misura consentono di registrare la data dell’ultima taratura o la prossima scadenza direttamente nel software dello strumento. Una tale registrazione è sostanzialmente paragonabile all’adesivo di taratura: funge da promemoria e aiuta l’utente a monitorare lo strumento.

 

Tuttavia, la registrazione di per sé non ha carattere vincolante come un certificato. Spesso non è sufficientemente tracciabile chi abbia inserito o modificato l’informazione. Inoltre, tali registrazioni non sono sempre protette da modifiche successive.

 

Per la prova dell’avvenuta calibrazione è quindi determinante il certificato di calibrazione. Esso consente l’attribuzione allo strumento di misura e documenta i risultati nonché le condizioni della calibrazione. Solo insieme a un sistema di archiviazione regolamentato e a un’adeguata gestione degli strumenti di misura si crea una catena di documentazione tracciabile.

 

Cosa significa la data di scadenza di una taratura?

 

La data di scadenza, spesso denominata anche «Due Date», indica la data in cui, in base all’intervallo di monitoraggio stabilito, è necessaria la successiva conferma dello strumento di misura.

 

La taratura stessa descrive sempre lo stato dello strumento di misura al momento dell’esecuzione. Non costituisce quindi una garanzia che lo strumento di misura rimanga entro le tolleranze richieste fino a una determinata data futura. La data di scadenza rappresenta piuttosto un requisito organizzativo nell’ambito del controllo degli strumenti di misura.

 

Entro e non oltre la data di scadenza stabilita, è necessario valutare l’ulteriore utilizzo dello strumento di misura e avviare la misura prevista. Di norma si tratta di una nuova taratura o di una nuova verifica.

 

Spetta all’azienda stabilire in modo univoco, all’interno del proprio sistema di gestione, se uno strumento di misura possa ancora essere utilizzato alla data di scadenza. A tal fine occorre tenere conto, tra l’altro, della criticità della misurazione, dei processi interni, delle norme vigenti e di eventuali requisiti legali o specifici del cliente. Una regolamentazione chiara impedisce interpretazioni divergenti e riduce il rischio che uno strumento di misura scaduto continui a essere utilizzato involontariamente.

 

È necessaria una taratura SCS o è sufficiente una taratura non accreditata?

 

La necessità di una taratura accreditata SCS dipende dal campo di applicazione e dai requisiti applicabili. In diversi settori regolamentati, ad esempio nella tecnologia medica, nell’industria automobilistica o in quella aeronautica, le tarature accreditate possono essere richieste espressamente o per analogia. Il testo esatto delle rispettive norme, disposizioni e specifiche del cliente deve essere esaminato attentamente e interpretato in modo corretto.

 

Se una taratura accreditata non è espressamente richiesta, l’utente deve comunque valutare in che modo venga dimostrata la competenza tecnica del laboratorio di taratura incaricato. La denominazione «laboratorio di taratura» di per sé non costituisce una prova sufficiente di competenza. Sono essenziali, tra l’altro:

  • la qualifica professionale del personale,
  • procedure di taratura adeguate e documentate,
  • la tracciabilità metrologica,
  • l’indicazione dell’incertezza di misura,
  • l’idoneità dei campioni di riferimento utilizzati,
  • la qualità dei certificati rilasciati,
  • il controllo delle condizioni ambientali,
  • nonché l’esperienza con il tipo di apparecchiatura e la grandezza di misura in questione.

 

Nel caso di un laboratorio di taratura SCS, la competenza per un determinato ambito di accreditamento viene valutata e regolarmente monitorata dal Servizio svizzero di accreditamento. L’accreditamento garantisce quindi la fiducia nella corretta esecuzione delle tarature offerte all’interno di tale ambito di applicazione.

 

Tuttavia, non esonera il committente dall’obbligo di definire correttamente l’ambito di taratura richiesto.

 

Una taratura SCS garantisce la taratura completa di uno strumento di misura?

 

Una taratura SCS conferma che le grandezze di misura e i punti di misura indicati nel certificato sono stati tarati nell’ambito della procedura accreditata. Tuttavia, non garantisce automaticamente che tutte le funzioni, i campi di misura e le caratteristiche di uno strumento di misura siano completamente coperti.

 

Uno strumento di misura moderno può comprendere diverse grandezze di misura, funzioni e componenti accessori. Spetta all’utente o al responsabile dello strumento stabilire quali di questi siano rilevanti per l’applicazione prevista. L’ambito di taratura dovrebbe pertanto essere definito in modo univoco già al momento dell’invio dell’ordine.

 

A tal fine sono utili le seguenti domande:

  • Quali grandezze di misura vengono effettivamente utilizzate?
  • Quali campi di misura sono rilevanti per l’impiego?
  • In quali punti di misura è necessaria una verifica?
  • Quali accessori influenzano il risultato della misurazione?
  • Esistono specifiche normative o richieste specifiche del cliente?
  • È necessaria anche una dichiarazione di conformità?

 

In alcuni settori specialistici, l’ambito di taratura è definito in modo più preciso da una norma. È il caso, ad esempio, di determinate tarature EMC, in cui le norme CISPR possono definire i requisiti relativi alle caratteristiche degli apparecchi, alle procedure di misura o agli ambiti di taratura. Se una taratura viene espressamente commissionata ed eseguita secondo una norma di questo tipo, l’ambito documentato deve corrispondere ai relativi requisiti normativi.

 

Anche in questo caso si raccomanda di verificare attentamente il certificato. È fondamentale verificare che siano effettivamente incluse le grandezze di misura e le funzioni necessarie per lo scopo specifico di utilizzo.

 

È necessario calibrare uno strumento di misura dopo una riparazione?

 

Se durante una riparazione vengono sostituiti o modificati componenti rilevanti ai fini della qualità o della misurazione, è in linea di principio necessaria una calibrazione o una ricalibrazione. Solo attraverso una verifica metrologica è possibile accertare e documentare se, dopo l’intervento, l’apparecchio funzioni nuovamente correttamente e soddisfi le specifiche richieste.

 

Un semplice test funzionale non è sempre sufficiente a tal fine. Esso può confermare che lo strumento si accenda e sia utilizzabile, ma non fornisce necessariamente la prova che i valori visualizzati siano corretti.

 

Un rapporto dati o un certificato di taratura documenta i risultati ottenuti dopo la riparazione. In questo modo l’utente dispone di una base tracciabile per l’approvazione e l’ulteriore utilizzo dello strumento di misura.

 

Perché è necessario effettuare la taratura prima e dopo un'aggiustatura o una riparazione?

 

Se possibile, in caso di regolazione, messa a punto o riparazione, si dovrebbe eseguire una calibrazione o un’adeguata calibrazione parziale sia prima che dopo l’intervento.

 

La taratura prima dell’intervento documenta lo stato riscontrato. Questi cosiddetti valori iniziali o valori «as-found» indicano se lo strumento di misura, prima della riparazione o della regolazione, rientrava nei requisiti stabiliti. Se vengono rilevate deviazioni non consentite, è necessario valutare quali effetti ciò possa aver avuto sulle misurazioni precedenti.

 

A seconda dell’impiego e della criticità, da ciò possono derivare misure aggiuntive, ad esempio:

  • la verifica dei risultati di misura precedenti,
  • misurazioni di verifica su prodotti o impianti,
  • una valutazione dei processi interessati,
  • il blocco dei prodotti,
  • l’informazione dei clienti,
  • o, in casi particolarmente critici, un richiamo.

 

La taratura successiva all’intervento documenta il nuovo stato. I cosiddetti valori iniziali o valori «As-left» confermano se, dopo la regolazione o la riparazione, lo strumento di misura funziona nuovamente entro i requisiti stabiliti.

 

La documentazione di entrambi gli stati consente quindi una valutazione completa. Senza i valori iniziali è possibile constatare che lo strumento funziona correttamente dopo l’intervento. Tuttavia, lo stato precedente all’intervento e quindi il possibile rischio per le misurazioni già effettuate rimangono sconosciuti.

 

Qual è la differenza tra una verifica e una taratura?

 

Durante una taratura, le indicazioni o i valori emessi da uno strumento di misura vengono confrontati con i valori di un campione di riferimento adeguato. I risultati, le deviazioni e le incertezze di misura vengono documentati. Una taratura fornisce quindi informazioni quantitative sul comportamento metrologico dello strumento.

 

Una verifica, al contrario, valuta se i requisiti stabiliti sono soddisfatti. Il risultato viene spesso documentato sotto forma di una dichiarazione del tipo «a norma», «non a norma», «superata» o «non superata».

 

Nella pratica, una verifica può basarsi su valori di misura senza che tutti i singoli valori siano riportati nel rapporto di verifica. L’ambito e la documentazione dipendono dalla procedura di verifica e dai requisiti di riferimento. Una verifica non è quindi semplicemente equiparabile a una taratura.

 

In termini semplificati, i due concetti possono essere distinti come segue:

  • Taratura:  determinazione e documentazione di valori di misura, scostamenti e incertezze di misura.
  • Verifica:  valutazione del rispetto dei requisiti definiti.
  • Regolazione:  intervento sullo strumento di misura con l’obiettivo di modificare o ridurre al minimo la sua deviazione.
  • Riparazione:  ripristino della funzione prevista di uno strumento difettoso o danneggiato.

 

La scelta dell’attività necessaria dipende dallo stato dello strumento di misura, dalla sua destinazione d’uso e dai requisiti applicabili.

 

Risultati di misura affidabili richiedono processi chiari

 

Un efficace controllo degli strumenti di misura non consiste solo in un adesivo di taratura o in una data di scadenza registrata. È fondamentale l’interazione tra strumenti di misura adeguati, intervalli di taratura opportunamente definiti, tarature eseguite a regola d’arte, certificati completi e una documentazione tracciabile.

 

Altrettanto importante è la corretta definizione dell’ambito di taratura. Un accreditamento crea fiducia nella competenza di un laboratorio di taratura all’interno del suo ambito di applicazione riconosciuto. Tuttavia, per stabilire se la taratura effettuata copra completamente la specifica destinazione d’uso, occorre valutare le grandezze di misura, i campi di misura, le funzioni e i requisiti normativi applicabili.

 

Una calibrazione documentata riveste un’importanza fondamentale, in particolare dopo regolazioni e riparazioni. Essa non solo conferma lo stato attuale dello strumento di misura, ma consente anche, in presenza di valori iniziali, una valutazione fondata dei risultati di misura precedenti.

Sarò lieto di rispondere alle vostre domande.

Christoph Aeschlimann

Christoph Aeschlimann

Responsabile Gestione dei processi e Comunicazione

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